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Comune di Recanati

Provincia di Macerata  

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                                      Case & Palazzi  
 

Palazzi


Palazzo Leopardi (XVIII sec.)

PALAZZO LEOPARDI (XVIII sec.)
Via Leopardi, 14

Nel XVII secolo Carlo Orazio Leopardi riunificò due palazzi esistenti e ideò l’elegante facciata con i balconi che guardano verso mezzogiorno. All’interno, dove a tutt’oggi vivono i discendenti del poeta, si può accedere alla preziosa e ricchissima Biblioteca, nella quale sono conservati più di 20.000 volumi, ivi raccolti e ordinati dallo stesso Monaldo Leopardi, padre di Giacomo, oltre una vasta raccolta di documenti, manoscritti e ricordi. Vi si accede salendo un ampio scalone del Settecento, anch’esso costruito dall’architetto Carlo Orazio Leopardi. Sulle pareti sono murati alcuni reperti archeologici raccolti dal padre del poeta.
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Palazzo Antici - Mattei (XVI sec.)

PALAZZO ANTICI MATTEI (XVI sec.)
Via Antici, 7

Casa natale della marchesa Adelaide Antici, madre di Giacomo Leopardi, e nella cui Galleria avvenne il matrimonio con Monaldo. L’edificio, risalente al XVI secolo, è caratterizzato da linee semplici ed eleganti; le iscrizioni in latino sugli architravi delle finestre richiamano il lustro della famiglia, prima “Antiqua” e poi “Anticia”. Nell’edificio è custodito tra l’altro un importante archivio, in parte proveniente per eredità dalla famiglia romana dei Principi Mattei, cui apparteneva il cardinale Carlo Mattei, il quale siglò con Napoleone l’importante trattato di Tolentino. Da questa casa uscirono illustri uomini d'armi, di lettere e di fede, come i cardinali Tommaso e Ruggero, Rinaldo, capitano dei crociati, e il marchese Giulio, al cui nome è legata l'amministrazione della città di Recanati per circa venticinque anni. Di fronte all'ingresso del palazzo, il cardinale Tommaso Antici fece costruire una scuderia, ornata di un tipico prospetto con alcune statue e busti provenienti dal circo Flaminio di Roma.
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Scuderie di Palazzo Antici - Mattei (XVIII sec.)

SCUDERIE DI PALAZZO ANTICI MATTEI (XVIII sec.)
Via Antici

Di fronte all'ingresso del palazzo, il cardinale Tommaso Antici fece costruire una scuderia, ornata di un tipico prospetto con alcuni busti provenienti dal circo Flaminio di Roma.
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Palazzo Bello (XVIII sec.)

PALAZZO BELLO (XVIII sec.)
Via Nazzario Sauro

L’edificio settecentesco che sorge all’interno del Parco delle Rimembranze, luogo leopardiano per eccellenza (Giacomo Leopardi vi iniziò la stesura dello Zibaldone). Diana Letizia Bizzarri, attuale proprietaria, ha deciso di far custodire cinque degli affreschi del Palazzo al Museo di Villa Colloredo Mels.
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Palazzo Canali (XVIII sec.)

PALAZZO CANALI (XVIII sec.)
Via Calcagni, 31/33

Grande edificio a corte interna. Appartenne alla famiglia Confalogneri, poi ad un ramo della famiglia Leopardi, e da ultimo al ramo della famiglia Massucci. Vi era in questa casa, un’importante collezione di ritratti, fatta dalla famiglia Massucci. Erano circa quaranta ritratti in tela di Vescovi di Recanati. Datazione presumibile configurazione attuale secolo VIII.

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Palazzo Carancini, già Roberti (XV-XVI sec.)

PALAZZO CARANCINI, GIA' ROBERTI (XV-XVI sec.)
Via Calcagni, 19

È uno dei palazzi più belli della città, appartenuto alla famiglia dei marchesi Roberti, ora Carancini. Il prospetto fu rifatto nel 1719 da Ferdinando da Bibbiena, in cotto e con decorazioni in travertino. Sempre del Bibbiena è il disegno dell’atrio d’ingresso e della maestosa scala, la più ampia e tra le più belle che si possano vedere a Recanati.
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Palazzo Ceccaroni, già Massucci (XVIII sec.)

PALAZZO CECCARONI, GIA' MASSUCCI (XVIII sec.)
Via Roma, 14

Ora dei Marchesi Ceccaroni costruito su edifici trecenteschi per il disegno di Carlo Orazio Leopardi nella seconda metà del XVIII secolo. Interessante una grotta che si estende sotto il piazzale di S. Vito detta: “grotta dei pupi”. Uno scultore forse alle dipendenze del Sansovino per i lavori di rivestimento della S. Casa, eseguì con la sua fantasia, scavando nel tufo arenario a massa compatta, personaggi a tutto rilievo in costumi d’epoca, ricchi festoni di frutta e fiori, cariatidi, conchiglie e mascheroni. È certamente l’autore della Fontanella del Facchino in Via Lata a Roma, sul retro di un palazzo, avendo qui riprodotto nel tufo la stessa figura del ragazzo sul barile che butta acqua. Qui l’artista aveva potuto trovare scampo dalla legge, e qui si tenne nascosto forse per molto tempo, dopo un fatto di sangue per rissa, godendo del diritto di asilo. Fu l’abitazione del grande ceramista recanatese Rodolfo Ceccaroni.
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Palazzo Centofiorini (XVIII sec.)

PALAZZO CENTOFIORINI (XVIII sec.)
P.le Leopardi,13

Grande edificio a corte interna chiusa, con presenza di corpi secondari, di particolare valore storico ed architettonico. Il palazzo Centofiorini, passato in seguito ai Torri o della Torre che ne rifecero il prospetto, fu poi dei Giorgi del Smoglian. Datazione presumibile impianto originario sec. XVIII.

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Palazzo Comunale (XIX sec.)

PALAZZO COMUNALE (XIX sec.)
Piazza G. Leopardi

Il secondo centro artistico-culturale di Recanati è la piazza intitolata a Giacomo Leopardi, con il neoclassico Palazzo Comunale, costruito alla fine dell'Ottocento in occasione del primo centenario della nascita del poeta, su progetto di Pietro Collina. L'Aula Magna, nella quale risuonò il discorso commemorativo di Giosuè Carducci nel 1898 e dove è tuttora conservato il pianoforte di Beniamino Gigli, fu decorata dall'architetto Gaetano Koch, stesso autore del palazzo della Banca d'Italia a Roma. D'interesse all'interno del Palazzo Comunale sono anche la Sala di Rappresentanza con il busto del Poeta eseguito da Giulio Monteverdi, la Sala degli Stemmi con le insegne delle città che parteciparono al primo Centenario Leopardiano del 1898 e l'Aula Consiliare decorata da Matteo Tassi.
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 Dal 6 febbraio 2011 è attivo in Piazza Giacomo Leopardi il servizio pubblico di Wi-Fi. Connessione ADSL gratuita per tutti.

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Palazzo Condulmari, già dei Vissani (XV sec.)

PALAZZO CONDULMARI, GIA' DEI VISSANI (XV sec.)
C.so Persiani - V.lo Jacometti

Grande edificio a corte interna chiusa, con presenza di corpi secondari. Il piano terra lungo C.so Persiani presenta una tipologia commerciale. Casa appartenente alla famiglia Condulmari anticamente detta Melli (già dei Vissani). Ha nel cortile interno un arco di antica costruzione ed un puteale a forma di capitello corinzio rovesciato (bocca di pozzo, adorna di sculture). Datazione presumibile impianto originario XV secolo, ha subito delle modifiche soprattutto negli interni e nei piani superiori nel XIX e XX sec.

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Palazzo Cruciani (XVI-XVIII sec.)

PALAZZO CRUCIANI (XVI-XVIII secc.)
Via Calcagni, 9

Grande edificio in linea di particolare valore storico architettonico. Cinquecentesco, con portale e finestre in pietra. Datazione presumibile configurazione attuale sec. XVIII.

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Palazzo della Casapiccola (XVII-XIX secc.)

PALAZZO DELLA CASAPICCOLA (XVII-XIX secc.)
Piazzale Gioberti, 2

La parte centrale del palazzo rimasta intatta, fu edificata nel 1600, le ali laterali furono trasformate nel 1800. Fu costruita allo scopo di ospitare cardinali e alti prelati che da Roma si recavano in pellegrinaggio verso il Santuario di Loreto. I saloni del piano nobile hanno i soffitti splendidamente affrescati con scene mitologiche e grottesche. In quello principale si possono ammirare un camino in pietra del Settecento e un raro fortepiano a coda realizzato a Vienna e datato 1840. Dal bel giardino settecentesco nel cortile interno si può ammirare il Colle dell'Infinito.
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Palazzo della Cassa di Risparmio (XVI-XX secc.)

PALAZZO DELLA CASSA DI RISPARMIO (XVI-XX secc.)
C.so Persiani, 31

L’attuale sede della Cassa di Risparmio comprende le case Morlacchi e Mattutini, già appartenute alle famiglie Vulpini e Podaliri. Nella casa Mattutini (attuale salone della Banca) vi sono degli affreschi che alcuni attribuiscono allo Zuccari altri al Pomarancio. Qui fu ospite nel settembre del 1841 Papa Gregorio XVI. Datazione presumibile impianto originario sec. XVI. Datazione presumibile configurazione attuale sec. XX.

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Palazzo Galamini (XVI-XVII sec.)

PALAZZO GALAMINI (XVI-XVII sec.)
Piazza G. Leopardi, 10

L’edificio fu originariamente proprietà della famiglia del Cardinale Agostino e poi passò agli eredi Carancini. Nella sua struttura son ben visibili tracce di architettura cinquecentesca; il portale venne rifatto nel Settecento. Nel cortile è segnalato un capitello a foglie di giglio del XIII secolo.
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Palazzo Luciani-Bambini (XVI sec. )

PALAZZO LUCIANI BAMBINI (XVI sec.)
Corso Persiani, 36

Il prospetto di Palazzo Luciani-Bambini ha subito alcune modifiche, ma conserva tuttavia il suo stile cinquecentesco. Durante il Governo pontificio fu sede del Governatore della città che nel piano nobile teneva il suo tribunale. Il disegno è stato eseguito da Cassiano da Fabriano.
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Palazzo Mazzagalli già Massucci Della Stella (XVIII sec.)

PALAZZO MAZZAGALLI GIA' MASSUCCI DELLA STELLA (XVIII sec.)
Corso Roma, 50

Appartenne già agli Antici dell’Aquila, originariamente dei Massucci della Stella. La facciata, benché di modeste dimensioni, è un esempio di grazia e gentilezza. È costituita da tre piani digradanti in altezza verso l’ultimo, secondo il canone, divisi da due fasce di marmo. Al piano terreno la porta, non situata nel centro, ma alquanto a sinistra, reca due pilastri sormontati da un arco a tutto sesto; la sporgenza è minima e l’insieme è quanto mai lineare. Tre finestre, quadrate e piccole, simili a quelle di tanti palazzi illustri d’epoca (Struzzi, Rucellai), rompono e alleggeriscono la robustezza della cortina di base. Agli spigoli per rinforzo solide pietre e, come nel palazzo Venieri, colonnette angolari, alla cui sommità il capitello della stessa foggia. Al primo piano quattro finestre ben disegnate; le luci, ad alto rettangolo, sono fiancheggiate da due pilastri corinzi; al di sopra, la trabeazione ed il timpano semicircolare. Il terzo piano ha egualmente quattro finestre, ma più modeste, rettangolari pur esse; ed alle quali sovrasta un attico con cornice composta da una fila di dentelli, un listello e una gola. Manca il cornicione, mirabile coronamento alla classica sagoma dell’edificio. Nella corte interna la doppia svelta loggia come nel Palazzo Venieri. Lo stemma dei Venieri unico resto di grandezza appare nell’architrave di una finestra nel cortile radicalmente modificato. Non è cosa strana che i parenti del Cardinale fossero ricorsi all’Architetto prediletto del Vescovo Venieri e cioè Giuliano da Majano. Nel mezzo dei pilastri del portone vi è una stella, insegna della famiglia Massucci della Stella. Datazione impianto originario sec. XV.
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Palazzo Mazzagalli-Morotti (XV sec.)

PALAZZO MAZZAGALLI-MOROTTI (XV sec)
Corso Roma, 4

Costruzione in mattone cotto, con ornamenti in pietra; si è incerti se attribuire il disegno, che risale alla fine del Quattrocento, a Giuliano da Majano Luciano Laurana. Lo stemma che sovrasta il portone è dei Massucci della Stella, una delle più antiche e importanti famiglie nobili, ora estinta.
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Palazzo Benedettucci, già Melchiorri (XVIII sec.)

PALAZZO BENEDETTUCCI, GIA' MELCHIORRI (XVIII sec.)
Corso Persiani, 44

Già Melchiorri, fu casa natale di Nicola Badaloni. Qui ha sede la Biblioteca Padre Clemente Benedettucci che conserva oltre 45.000 volumi, incunaboli, manoscritti, rare e preziose stampe che si riferiscono esclusivamente alla musica. Vi sono le partiture del repertorio bandistico, fantasie e trascrizioni di opere e operette, in particolare italiane, risalenti per lo più al periodo 1880/1930. Le finestre sotto le arcate della facciata sono settecentesche mentre il portale risale al Seicento.
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Palazzo Monti (1840)

PALAZZO MONTI (1840)
Via Duomo, 5

Grande edificio in linea di particolare valore storico architettonico. Palazzo Monti edificato nel 1840 fu residenza della Marchesa Niccolini moglie di Benedetto Monti. Più della metà ha perso i caratteri tipologici iniziali. Nella parte di edificio ancora integra esiste un piccolo altare.

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Palazzo Politi (XIX sec.)

PALAZZO POLITI (XIX sec.)
Via Falleroni,92

Edificio a corte interna chiusa con corpi secondari. È un ampio edificio parte antico e parte recente. Datazione presumibile configurazione attuale XIX sec.

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Palazzo Passeri, già Torri - Santacroce (XVIII-XIX sec.)

PALAZZO PASSERI GIA' TORRI - SANTACROCE (XVIII-XIX sec.)
P.za Leopardi, 3

Edificio a corte interna chiusa con corpi secondari. È un ampio edificio parte antico e parte recente. Datazione presumibile configurazione attuale XIX sec.

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Palazzo Podaliri (XVI-XIX sec.)

PALAZZO PODALIRI (XVI-XIX sec.)
Corso Persiani, 7

All’interno è presente una sala decorata con affreschi di scuola romana del XVI secolo. La facciata fu rifatta nell’Ottocento su disegno di Carlo Orazio Leopardi.
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Palazzo Venieri (XV-XVIII sec.)

PALAZZO VENIERI (XVI-XVIII sec.)
Via Cavour, 53

L’edificio fu fatto erigere dal Cardinal Venieri su disegno di Giuliano da Majano, il quale diresse anche i lavori di costruzione. Il palazzo, situato sul punto più alto della zona centrale di Recanati e a cavallo delle mura urbiche, fu concepito come una costruzione a metà tra residenza e castello urbano. Nell’agosto del 1497 la morte del cardinale pose fine ai lavori del palazzo, che rimase così incompiuto. Nel XVIII secolo i nuovi proprietari ripresero i lavori e il palazzo assunse un nuovo aspetto, quello che conserva tuttora: venne innalzato un altro piano e le logge e gli archi del portico, con colonne in pietra d’Istria e raffinati capitelli con lo stemma cardinalizio, vennero chiusi nella facciata. Il cortile interno, che conserva Nel XVIII secolo i nuovi proprietari ripresero i lavori e il palazzo assunse un nuovo aspetto, quello che conserva tuttora: venne innalzato un altro piano e le logge e gli archi del portico, con colonne in pietra d’Istria e raffinati capitelli con lo stemma cardinalizio, vennero chiusi nella facciata. Il cortile interno, che conserva ancora il disegno originale, si apre ad ali sul paesaggio collinare seguendo un modello che si riscontra frequentemente nelle architetture rinascimentali marchigiane; un arco-balcone si affaccia sulla fascia costiera e sopra di esso spicca un orologio con l’iscrizione «Volat irreparabile tempus». A Palazzo Venieri furono ospiti due Papi, Paolo III nel 1539 e Pio VII nel 1814. Con questo palazzo Giuliano da Majano sperimentò la soluzione che poi rimise in atto con la Villa di Poggioreale costruita per Alfonso d’Aragona a Napoli. Di fronte al palazzo una delle zone verdi della città, i giardini pubblici, che si snodano su tre livelli e aprono un vasto sguardo sull’Appenino e l’entroterra marchigiano.
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Ex Palazzo Belli, già casa Cimini (XVIII sec.)

EX PALAZZO BELLI, GIA' CASA CIMINI (XVIII src.)
P.le A. Bianchi

Palazzo Belli-Nicoletti già casa Cimini. Cifre C.B. sul portale. Datazione presumibile configurazione attuale sec. XVIII. Originariamente grande edificio a corte esterna aperta con presenza di corpi secondari. Attualmente ha perso completamente la tipologia a causa di uno sventramento. È stato realizzato un terrazzo abnorme sulla parte posteriore.

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Case


Casa Acciarresi (XIX sec.)

CASA ACCIARRESI (XIX sec.)
Via Falleroni, 58

Edificio signorile ottocentesco, datazione presumibile piani seminterrati sec. XVI. Da piano stradale completamente rifatto nel 1800. Presenta archi a sesto acuto di notevole dimensione nella zona cantina. Al piano terra esiste un affresco di carattere sacro nell’attuale vano cucina.
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Casa Bettini, già dei Conti Prosperi (XVIII sec.)

CASA BETTINI, GIA' DEI CONTI PROSPERI (XVIII sec.)
Via Falleroni, 67

Grande edificio a corte interna aperta. Il palazzo appartenne alla famiglia dei Conti Prosperi, estinta. Datazione presumibile della configurazione attuale sec. XVIII.
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Casa Bruglia (XV sec.)

CASA BRUGLIA (XV sec.)
Corso Persiani, 77

Di particolare valore storico e architettonico, il quattrocentesco palazzo presenta linee semplici ed eleganti, con decorazioni in terracotta sulle finestre. Fu sede della Congregazione di Carità.
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Casa Calcagni (XVIII sec.)

CASA CALCAGNI (XVIII sec.)
Via Calcagni, 37

Grande edificio in linea. È dinanzi al prospetto della chiesa di S. Agostino. Questa antica famiglia recanatese vi si trasferì da Castelnuovo alla fine del XVI secolo. Datazione presunta della configurazione attuale sec. XVIII.
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Casa Carnevali, già Ceccolini (XIX sec.)

CASA CARNEVALI, GIA' CECCOLINI (XIX sec.)
Via Calcagni, 24

Grande edificio a corte interna con presenza di corpi secondari. Casa che fu già dei Ceccolini con due portali (uno interno) del ‘500. Nel cortile, in parte murato, si vede un capitello corinzio del sec. XIII. Datazione presumibile dellla configurazione attuale sec. XIX.

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Casa Capretti (XIV sec.)

CASA CAPRETTI (XIV sec.)
Costo Persiani, 60/A

Detta comunemente “Casa del Boia”, risale al XIV secolo. Al piano terra si intravede ancora uno dei due archi in corrispondenza delle finestre in cotto dei piani superiori.
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Casa Ercole Massucci (XVI sec.)

CASA ERCOLE MASSUCCI (XVI sec.)
P.za Leopardi, 7

Casa di Ercole Massucci, già di Rutilia Leopardi in Lunari, ultima di questo ramo è un grande edificio in linea di particolare valore storico architettonico, fortemente modificato. Datazione presumibile dell'impianto originario sec. XVI.
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Casa Lorenzetti - Guzzini (XVI sec.)

CASA LORENZETTI GUZZINI (XVI sec.)
Via Roma, 26

Edificio semplice in linea di particolare valore storico architettonico. Già ex chiesa dei Lorenzetti della quale si vedono al piano terra tre archi (due recentemente rovinati da un ingresso di garage) e un archetto murato al piano superiore, secolo XVI.

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Casa Malpeli (XV sec.)

CASA MALPELI (XV sec.)
Via Calcagni, 13

Si notano quattro archi murati in cotto a dentelli che formavano il portico, del quale, per la celebre fiera, erano fornite moltissime case di Recanati. Si tratta di un grande edificio in linea di particolare valore storico architettonico. La datazione presumibile dell’impianto originario risale al secolo XV.
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Casa Marini o Roscioni (XVI sec.)

CASA MARINI O ROSCIONI (XVI sec.)
Via XX Settembre, 14

Grande edificio in linea di particolare valore storico architettonico. Casa Marini o Roscioni, apparteneva all’antica famiglia Marini. Ha ornamenti alla porta e alle finestre sullo stile del '500; ma una metà del prospetto fu mal restaurato, forse nel secolo passato, togliendone gli ornamenti in pietra. Datazione presumibile dell’impianto originario secolo XVI.

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Casa Mogetti (XV sec.)

CASA MOGETTI (XV sec.)
Via Campo dei Fiori, 9

Edificio in linea di particolare valore storico architettonico, del sec. XV. L’intonaco esterno in cemento ha purtroppo coperto ogni traccia d’antico, lasciando appena il segno degli archetti di alcune finestre murate.

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Casa Sorgoni (XVIII sec.)

CASA SORGONI (XVIII sec.)
C.so Persiani, 22

Nel piano superiore di questa casa fu scoperta una piccola nicchia coll’immagine della Vergine, e dipinta in modo da sembrare una cappella decorata. Dovrebbe essere dello stesso tempo dell’affresco che si trova nella torre comunale. Datazione presumibile impianto originario sec. XVIII.

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Casa Spisani (XVIII sec.)

CASA SPISANI (XVIII sec.)
P.le Leopardi, 14

Grande edificio in linea di particolare valore storico-architettonico. Edificio signorile settecentesco. Datazione presumibile dell’impianto originario XVII secolo. Datazione presumibile della configurazione attuale XVIII secolo.

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Casa Vattielli, già dei Conti Flamini (XVIII sec.)

CASA VATTIELLI, GIA' DEI CONTI FLAMINI (XVIII sec.)
Via Falleroni, 79

Grande edificio in linea. Casa Vattielli appartenuta all’antica famiglia dei Conti Flamini. Lo stemma sul portale è visibile anche in cima allo scalone di Villa Colloredo. Datazione presumibile configurazione attuale XVIII sec.

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Casa Venieri Allemanni (XV-XIX sec.)

CASA VENIERI ALEMANNI (XV - XIX sec.)
Via Venieri, 1

Grande edificio a corte interna (chiusa). Si trova all’inizio di via Venieri, sulla vecchia salita che conduceva al Castello di Monte Volpino. Fu abitazione delle due illustri famiglie. Sulla parte posteriore ha decorazioni in terracotta del XV secolo. Datazione presumibile configurazione attuale XIX secolo.

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Edificio medievale in P.le Monte Volpino

EDIFICIO MEDIEVALE
P.le Monte Volpino

La configurazione originaria di questo edificio è certamente medievale, come attesta all’interno della porta d’ingresso una colonna murata con un bel capitello a foglia. Il prospetto su Via dell’Achilla ha eleganti ornamenti in cotto alle finestre. L’edificio risalirebbe al XIII o XV secolo.

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Edificio cinquecentesco in Via Mazzini

EDIFICIO CINQUECENTESCO
Via Mazzini, 27/29

SI tratta di un edificio di civile abitazione del XVI secolo che mantiene alcuni elementi costruttivi originari.

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Edificio ottocentesco in Via Roma

EDIFICIO OTTOCENTESCO
Via Roma, 54

Si tratta di una casa padronale ottocentesca con tracce rinascimentali. Conserva un bellissimo portale in pietra attraverso il quale si accede in un cortile interno. La configurazione attuale risale al XVII secolo.

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Edificio seicentesco in P.le Volpino

EDIFICIO SEICENTESCO
P.le M. Volpino, 1

Si tratta di una casa padronale del XVII secolo. Particolarmente interessanti sono alcuni serramenti d’epoca del piano nobile insieme all’androne voltato.

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Edificio seicentesco in Via Falleroni

EDIFICIO SEICENTESCO
Via Falleroni, 56-58-60

Edificio del XVII secolo con facciata stile impero, mascheroni e grifi in terracotta. A progettare la costruzione fu l’architetto Tommaso Brandoni.

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Ville


Villa Gaetano Koch (XIX sec.)

VILLA GAETANO KOCH (XIX sec.)
Località Fontenoce

Negli anni ottanta dell'800 l'architetto Koch acquista dal conte Carradori la villa che questi possiede in località Fontenoce e la trasforma, ampliandola ai lati e uniformandone i prospetti e gli interni, in stile neoclassico con elementi liberty.
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Villa dei Conti Leopardi (XIX sec.)

VILLA DEI CONTI LEOPARDI (XIX sec.)
Località San Leopardo

Villa Leopardi, insieme alla chiesetta, furono edificate nella seconda metà dell’Ottocento dalla famiglia Leopardi. La progettazione fu affidata a Gaetano Koch che fu remunerato con del denaro e con un appezzamento di terreno poco distante, presso Fontenoce, dove l'architetto edificò un bel complesso che porta il suo nome.

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il Conte Monaldo Leopardi (1776-1847)
e la Contessa Adelaide Antici

Villa Colloredo Mels (XV-XVIII sec.)

VILLA COLLOREDO (XV-XVIII sec.)
Via Gregorio XII

Villa Colloredo Mels.
Di impianto medievale, l'edificio assunse la fisionomia di palazzo e villa insieme, verso la fine del Cinquecento, divenendo oggetto di continue trasformazioni nel corso dei secoli, fino a ottenere l'aspetto attuale in epoca neoclassica, quando l'architetto Orazio Leopardi ne disegnò la facciata; l'intonaco, poco usato nelle architetture recanatesi, assurse qui al compito di copertura per le precedenti stratificazioni. Dall'estate del 1998 la Villa è sede della Pinacoteca Comunale. Verso il lato posteriore dell'edificio si apre il parco a più piani, con percorsi attraenti tra il verde intenso di alberi ad alto fusto e vegetazione abbondante. Una zona del parco era un tempo destinata a cimitero degli ebrei mentre fino a pochi anni fa è stata sede dello zoo di Recanati. Oggi il parco ospita il WWF e il CEA (Centro Educazione Ambientale) del Ministero.
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Scalone interno   Particolare affresco
Particolare affresco Particolare affresco
Particolare affresco soffitto Particolare affresco